La vicenda dell’ Ospedale di Nola: la posizione di ANMDO

La vicenda dell’ospedale di Nola riportata con grande enfasi da tutta la stampa nazionale merita una ferma presa di posizione da parte dell’opinione pubblica nei confronti di un’organizzazione sanitaria regionale sciagurata, sciatta e vergognosamente assente che cerca di scaricare sull’anello più debole della catena le proprie colpe; ed è così che le “seconde vittime”, cioè gli operatori sanitari (le prime, ovviamente, sono i pazienti) vengono fatte apparire strumentalmente come i carnefici. Nella notte tra sabato 7 e Domenica 8 Gennaio tutti gli Ospedali Italiani, come purtroppo avviene già da alcuni anni, sono rimasti l’unico baluardo a disposizione della popolazione per tutte le richieste ed esigenze sanitarie dei cittadini, l’ospedale di Nola, tra questi, è rimasto, da solo, a fronteggiare le esigenze di una utenza di circa 600.000 persone non avendo mezzi e risorse sufficienti, perché notoriamente ospedale piccolo, con pochi posti letto e scarse risorse di mezzi e personale.
Come sempre grazie all’abnegazione dei medici e degli infermieri i cittadini hanno trovato le risposteche chiedevano pur se in condizioni di estrema precarietà.
Paradossalmente a Nola il comportamento tenuto dagli operatori sanitari in condizioni proibitive anziché essere premiato è stato oggetto di intervento di indagine e sanzionatorio. Il Ministero della salute ha inviato i NAS e la regione ha chiesto il licenziamento del Direttore Sanitario dell’Ospedale edei Responsabili del Pronto Soccorso. Il direttore generale dell’ ASLNA3Sud, che in questi anni di gestione non è riuscito ad assicurare uno – che sia uno solo – ospedale in grado di svolgere dignitosamente la propria funzione (e siamo pronti a documentarlo) sembra abbia prontamente sospeso questi eroici sanitari invece che premiarli. In Campania, regione in cui si muore o si resta disabili per ictus dieci volte in più rispetto ad altre regioni ed in cui la mortalità per cancro è enormemente superiore, cosi come platealmente denunziato anche dal Presidente dell’ Ordine dei Medici di Napoli, è necessario uno scatto di dignità dell’opinione pubblica perché si organizzi una protesta nei confronti di una regione che nulla ha fatto se non produrre “carte”, ennesima “fotocopia” di altre precedenti. Di fronte alla “protervia” di chi amministra la sanità regionale e le Aziende Sanitarie , è necessario che gli operatori della sanità e per essi le Organizzazioni sindacali, tutte, o almeno quelle non asservite, chiedano la sospensione delle attività che non possono svolgersi nel rispetto della dignità del malato. Di pari passo è  necessario che gli organi di Vigilanza all’uopo deputati , Magistratura, NAS, Dipartimenti di Prevenzione intervengano individuando carenze e reali responsabilità. Questo è necessario per tutelare e difendere i diritti di pazienti, medici e infermieri che sono le vere vittime di un sistema sanitario “malato”, frutto della ingerenza di una classe politica politica malata e cialtrona che anziché interrogarsi sulle proprie colpe accusa le vittime. L’ANMDO chiede per questo alla Magistratura di intervenire tempestivamente e dichiara di essere pronta, se richiesta, a fornire tutta la collaborazione dei propri iscritti della Campania e se necessario di altre Regioni, per l’accertamento della verità e l’individuazione dei veri responsabili dei disagi di cui sono vittime i malati e gli operatori della sanità della Campania.

Bruno Zamparelli
Presidente ANMDO Associazione Medici delle Direzioni Ospedaliere, Regione Campania

Gianfranco Finzi
Presidente Nazionale ANMDO

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