50 anni di storia
dell’A.N.M.D.O. letti da l’OSPEDALE
e altri documenti
In previsione del XXX° Congresso nazionale
della nostra Associazione che si terrà
a Sorrento dal 23 al 25 settembre sotto un titolo
tanto evocativo, va dato merito al Presidente
d’aver accolto la proposta di utilizzare
la Rivista per un momento di riflessione sulle
nostre radici, sulle nostre più intime
motivazioni professionali, sul significato che
ieri, come oggi, Noi diamo alla nostra funzione
sociale e professionale nel mondo sanitario.
Il mio personale contributo è in parte
casuale e cioè dovuto alla mia origine
piemontese, in larga parte è legato all’onore
che fece il compianto Prof. Silvio MORO quando,
poco prima di lasciarci, mi consegnò
l’intera raccolta de l’”Ospedale”negli
anni che vanno dalla fondazione del giornale
nel 1948 fino al1996 quando terminò la
redazione editoriale e tipografica torinese.
L’amico e maestro Silvio (foto n°1)
fù segretario nazionale dell’Associazione
durante la Presidenza del Prof. Valter NERI,
indiscusso maestro di almeno una generazione
di direttori sanitari, alla quale mi onoro di
appartenere e convinto continuatore dell’opera
iniziata dal Prof. Pino FOLTZ (al centro della
foto n° 2 scattata nel 1970 nella biblioteca
delle Molinette di Torinodove compaiono entrambi
insieme a illustri Colleghi).
Dal Prof. FOLTZ prendiamo l’avvio della
nostra breve ricostruzione storica in quanto,
non solo Egli compare fra i fondatori dell’”ASSOCIAZIONE
MEDICI DIRETTORI DI OSPEDALI” con atto
costitutivo in data 21 marzo 1947 redatto dal
Dr. Emilio TURBIL, notaio in
Venaria (TO), conservato all’Archivio notarile
di Torino al repertorio n.4986/1094 (foto n°3)
ma è anche il vero rifondatore delle Direzioni
Sanitarie Ospedaliere nella fase della ricostruzione
democratica postbellica in quanto, cogliendo l’opportunità
di eventi favorevoli quali il congresso F.I.A.R.O.
che si tenne a Torino nel 1948 il Prof. FOLTZ
riusci’ a fondare la nostra Rivista con
una titolazione che non richiede ulteriori commenti:
l”OSPEDALE”.
Disponendo degli originali riteniamo utile riportare
integralmente l’appello che il Prof. FOLTZ
fece ai Lettori nella prima pagina del primo
numero de l’”OSPEDALE” nel
febbraio del 1948:
AI LETTORI,
La Rivista, fermamente voluta dagli organi direttivi
della Federazione Italiana Associazioni Regionali
Ospedaliere, sorge in un momento particolarmente
grave per i complessi ospedalieri, la cui vita
è resa aspra e difficile, e talvolta
precaria, dalle conseguenze funeste delle vicende
degli scorsi anni.
Usciti dall’isolamento individualistico
gli ospedali italiani, nell’esempio di
quanto già da tempo era stato fatto nelle
altre Nazioni, hanno finalmente inteso l’utilità
e la necessità della armonica cooperazione
e della stretta collaborazione: si sono raccolti,
si ritrovano sovente, coordinano la loro azione,
sollecitano l’altrui esperienza, fanno
ricorso ai tecnici. I comuni problemi sono cosi
esaminati e studiati collettivamente.
Questa attività merita di essere illustrata
e diffusa anche per rinvigorire la fede nella
rinascita dei nostri complessi ospedalieri e
per spronare le feconde iniziative.
Oltre ad assolvere questa funzione d’informazione,
la Rivista intende inoltre affermarsi come strumento
di lavoro per quanti, amministratori e professionisti,
vivono a contatto con gli ospedali ed i loro
problemi,
La tecnica ospedaliera ha assunto dignità
ed autonomia nel campo delle costruzioni, della
medicina e in quello amministrativo.
La cura dei malati in ospedale è la risultante
dell’azione comune di un complesso di
attività diverse che vi partecipano in
via diretta od indiretta, ma sempre in uguale
misura e con pari importanza. La zona di convergenza
di tutte queste forze operanti in mutua collaborazione
è il malato. E’ stato felicemente
scritto che l’attività che si svolge
presso il malato – e soltanto questa –
racchiude le condizioni e le norme per le costruzioni
e l’attrezzamento dell’ospedale;
ma tale attività, come è facile
intendere, deve essere contenuta nelle direttive
di un rigoroso metodo tecnico.
La creazione dell’ambiente fisico più
adatto è diventato tema di specializzazione
nel campo della scienza delle costruzioni ed
altrettanto si può affermare per l’assistenza
del malato, la sua alimentazione ed altresì
per l’amministrazione d’un ospedale.
Gli sviluppi ed i progressi scientifici ottenuti
in ciascuna di tali discipline sono registrati
nelle pubblicazioni periodiche di specialità.
Per raccogliere ed illustrare questo importante
materiale di studio sono sorte all’estero
speciali riviste. La nostra vuole colmare una
lacuna che esisteva in Italia. E poiché
ogni scuola ha le sue prerogative, il nostro
periodico vuole essere il compito di diffondere
i contributi italiani. Perciò abbiamo
affidato alla sicura e ben nota competenza di
studiosi la compilazione di speciali rubriche,
assicurandoci altresì la collaborazione
di illustri scienziati, nomi cari al nostro
orgoglio di italiani, che conforteranno la nostra
fatica con memorie e articoli originali.
Ma la Rivista è aperta anche a tutti
coloro che sentono la nostra passione e vogliono
con noi contribuire ad assicurare una capacità
funzionale sempre più ampia e perfetta
ai nostri complessi ospedalieri che –
sacri al dolore, alla speranza ed all’umana
bontà – costituiscono una delle
più nobili espressioni della civiltà.
P. F O L T Z
La Rivista per chi ricerca l’archetipo
originale del Direttore Sanitario è una
miniera inesauribile di sorprese e di aneddoti
significativi; anzi diviene quasi impossibile
selezionare fra tanta dovizia di argomenti se
non si segue una linea pregiudiziale. Pertanto
mi sono posto l’obiettivo di dimostrare
che in oltre mezzo secolo di storia i Direttori
Sanitari Ospedalieri, in particolare le personalità
più rappresentative, hanno sempre dovuto
affrontare situazioni difficili, a volte tragiche,
riuscendo a superarle grazie ad una buona dose
di italica inventiva sempre associata, però,
a rigore scientifico, profonda cultura e rispetto
delle Leggi. Le scorciatoie della “politica”
ci sono sempre state, ieri come oggi, ma non
per quella strada si costruiscono professionalità
solide, durature ed utili alla Società.
Basta sfogliare il fascicolo del primo anno,
1948, per verificare quanto affermato. Vediamo
infatti un articolo sulla prima “Banca
del Sangue e del Plasma” in Italia, esempio
di tempestività nel presentare l’innovazione
oppure sullo stesso numero di aprile 1948 troviamo
in ”Rilievi e proposte per un piano di
riforma dell’assistenza sanitaria”
un’anticipazione di almeno vent’anni
dei principi della Riforma Mariotti. Nel successivo
numero di maggio Ulrico di Aichelburg con “Sulle
prospettive di
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un’organizzazione ospedaliera” (foto
n° 4) traccia con largo anticipo preveggente
ma sostenuto da basi scientifiche il quadro epidemiologico
che sarà alla base della L. 132/68.
Esiste la diffusa convinzione che gli anni della
ricostruzione post-bellica siano stati caratterizzati
da grandi idealità sganciate dalle problematiche
economiche correnti. Possiamo contrastare detto
pensiero citando dal numero di giugno1948, il
Dr. Giovanni Bearzi che in tema di contabilità
ospedaliera scrive”modernizziamo la contabilità
ospedaliera?
Nello stesso numero, di seguito, il Dr. Edoardo
Lagorio affronta in termini comparativi con lo
strumento del questionario il problema degli “orari
e turni di servizio del personale di assistenza”
(foto n° 5).
Con analoga competenza e precisione nel numero
di agosto 1948 il Prof.Albe rto Mario
Fontanelli affronta il tema dei costi della giornata
alimentare con “Contributo allo studio della
Dietetica Ospedaliera” che sviluppa in ben
sette pagine a stampa e ancora il Dr. Giovanni
Bearzi si fa promotore del processo di standardizzazione
dei calcoli e dei costi scrivendo dodici pagine
sul numero di novembre 1948 sotto il titolo “sulla
necessità di una rilevazione uniforme per
la determinazione dei costi in Ospedale (foto
n 6).
Coerente con la propria vocazione di rivista che
“pubblica lavori di igiene, tecnica e amministrazione
ospedaliera” l’Ospedale fin dal suo
esordio intervenne anche su temi tipicamente patrimoniali.
Piace ricordare sul numero di ottobre 1948 le
riflessioni del conte Rodolfo Avogadro di Vigliano,
allora Presidente dell’Ospedale S.Andrea
di Vercelli, in tema di patrimoni terrieri ospedalieri
poiché solo la presenza di amministratori
tanto oculati nella gestione dei beni sia familiari
che pubblici rende comprensibile come una piccola
Città quale Vercelli abbia potuto inaugurare
nel 1964 una moderna sede completamente nuova,
avanzata per l’epoca.
A questo momento abbiamo sfogliato solo il primo
volume di raccolta del primo anno e possiamo
cominciare ad immaginare quante sorprese può
riservare la lettura di altri cinquanta volumi.
Per esempio sul numero di febbraio 1949 troviamo
attenzione alla istituzione del Ministero della
Sanità, quindi nove anni prima del reale
parto politico .
Nello stesso anno sul numero di aprile il Dr.
Luigi Mazza affronta il mai risolto problema
della compatibilità-incompatibilità
del lavoro medico in Ospedali e Case di Cura
con un lungo articolo di otto pagine sotto il
titolo “Ospedali e Case di Cura”
.
Il 1949 fu certamente l’anno della consacrazione
internazionale come dimostra il numero di giugno
interamente dedicato al “Primo Congresso
del dopo-guerra della Federazione Internazionale
degli Ospedali (foto n° 7).
Anche l’innovazione igienistica è
presente quell’anno e, credo, meriti la
citazione un tentativo del Prof. Achille Mario
Dogliotti di sterilizzare un ambiente operatorio
con antibiotici, presente nel numero di settembre
sotto il titolo “Sala operatoria a sterilizzazione
totale con aerosol di penicillina”. Fu un
tentativo presto abortito e forse improvvido per
gli effettti indotti di antibiotico-resistenza
ma resta significativo per rappresentare il clima
iperattivo di quegli anni.
Infine, quell’anno si tenne il III°
congresso degli Ospedali a Catania e va ricordata
la relazione preparata a più mani da Foltz,
Pulcher e Sollazzo dal titolo “l’Ospedale
e la Riforma dell’Assistenza e Previdenza”
che fotografa il periodo storico di passaggio
definitivo dall’Opera Pia al moderno Ospedale
(foto n° 8).
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La molteplicità degli argomenti disponibili
ci impone di spostare l’osservazione dalla
cronologia alla evidenza di lavori significativi
per i contenuti o per la caratura degli Autori,
non senza aver evidenziato che nei primi decenni
di vita della Rivista, la pubblicità
non creava i patemi d’animo abituali nell’epoca
post-“tangentopoli”. Si segnala
a titolo d’esempio un’intera doppia
pagina nel numero di ottobre 1955 (foto n°
9) e, finanche, reclame oggi improponibili come
l’acqua “radioattiva” di Lurisia
(foto n° 10) ma ciò che più
impressiona è la pubblicazione di una
sorta di “Pagine Gialle” con gli
indirizzi di Fornitori, evidentemente, accreditati
dall’Associazione (foto n° 11).
Venendo alla carrellata degli articoli degni
di nota non possiamo ignorare che il Prof. Alberto
Rocco scrisse sul numero di aprile 1966 un articolo
dal titolo “ Perché un Direttore
Sanitario?” (foto n° 12) riportando
notizie dal mondo sanitario internazionale certo
utili in ogni tempo.
Chiunque legga la Storia del trascorso mezzo
secolo non può ignorare la Legge Mariotti
e, infatti, nel 1969 la Rivista dedicò
l’intero numero di maggio alla L. 132/68
e successivi Decreti Delegati sintetizzando
il “Congresso nazionale degli Ospedali”che
si tenne a Verona.
In quello stesso anno sul numero di luglio
troviamo un rigoroso lavoro igienistico sotto
il titolo “carica batterica dell’aria
e infezioni nei pazienti spedalizzati con insufficienza
renale acuta”, eseguito sotto la guida
del Direttore Sanitario Prof. Innocenzo Moretti
continuatore quest’ultimo di una splendida
tradizione familiare che aveva già prodotto
nel 1935, XIII anno dell’E.F. con Bruno
Moretti un’opera unica in Italia nell’ambito
delle costruzioni ospedaliere (foto n° 13).
Per degnamente chiudere il 1969 i meno giovani
devono ricordare che ci fù il bando della
prima sessione di idoneità nazionale che
rimpiangiamo per le certezze che determinava.
Il 1972 è l’anno del ritiro dall’impegno
direzionale e redatoriale del fondatore Prof.
Pino Foltz; Lo saluta (foto n° 14) sulla prima
pagina del primo numero Colui che ne rileverà
il testimone, il Prof. Valter Neri.
Nei 25 anni successivi, fino al 1996, quando
concluderemo questo excursus la sua firma comparirà
oltre una ventina di volte, spesso associata
a quella dell’amico Silvio Moro; questo
connubio alternerà spesso il primo Autore
ma i lavori sono sempre pubblicati sotto l’egida
dell’Istituto di Igiene dell’Università
di Torino diretto da un indiscusso Maestro dell’Igiene,
il Prof. Giancarlo Vanini che più tardi
troveremo a Roma.
A titolo di esempio si ricorda “Rilievi
sulle condizioni microclimatiche in un padiglione
ospedaliero prefabbricato” sul numero
gennaio-febbraio 1974 oppure sul numero di dicembre
1974 “Caratteristiche microbiologiche
dell’aria di sale operatorie di diverse
specialità in relazione alla durata delle
sedute ed ai carichi operativi” .
Il 1974 è un anno importante perché
troviamo uno dei primi lavori di un Collega la
cui memoria è sempre viva e che ha rappresentato
il riferimento per logica e metodo di un paio
di generazioni: il prof.Mario Zanetti; nel numero
di maggio del 1974 leggiamo “I modelli dell’indagine
e identificazione di sistemi ospedalieri”
(foto n° 15) e altri lavori su analogo tema
seguiranno nei due decenni seguenti.
Silvio Moro è stato, più volte,
singolo Autore e ci piace ricordarlo con un
articolo che tutti abbiamo letto all’inizio
della nostra carriera:” Funzione e compiti
del Vice Direttore Sanitario” su gennaio
1975 .
Fra i Maestri che hanno onorato con i loro scritti
la Rivista citiamo il Prof. Bruno Angelillo
che, sul numero di ottobre 1976, scrive:”Formazione
dei medici delle Direzioni Sanitarie Ospedaliere”
.
Nel numero di novembre 1977 troviamo l’amico
Prof. Lorenzo Renzulli, che tanta parte avrà
nell’Associazione fino ai giorni nostri,
che scrive ”La diretta Vigilanza della
Direzione Sanitaria sul Servizio di Pronto Soccorso
degli Ospedali” iniziando una feconda
collaborazione che vede lavori anche con illustri
Docenti tuttora attivi come il Prof. Giovanni
Renga, attuale Direttore dell’Istituto
di Igiene dell’Università di Torino,
come si osserva sul numero luglio-agosto1979
sotto il titolo “Gli Ospedali specializzati
nel Sistema Sanitario Italiano” .
Una breve citazione personale anche per ricordare
la miriade di Colleghi che, in mezzo secolo hanno
trovato nell’”Ospedale” la loro
principale voce di espressione; di Artemio Brusa
ricordiamo, fra una quindicina di lavori, sul
numero di gennaio 1980 “La sterilizzazione
con ossido di etilene in ambito ospedaliero. Principali
problemi e valutazione dei residui sui materiali”
che sarà citato nella Circolare MINSAN
n.56/1982 “Impiego del gas tossico ossido
di etilene” quale indirizzo per le tecniche
di valutazione dell’O.T.E. residuo e suo
desorbimento sui materiali termolabili.
Ancora una citazione: l’attuale Presidente
dell’ANMDO, Prof. Gianfranco Finzi è
presente solla Rivista da almeno vent’anni;
sul numero di settembre 1984 lo troviamo sotto
il titolo ”Un’esperienza sulla rilevazione
epidemiologica delle infezioni nosocomiali”
.
Il numero novembre-dicembre 1996 rappresenta
un capolinea al quale conviene fermarsi; troviamo,
infatti Valter Neri e Silvio Moro che “lasciano”
la loro Rivista che avevano ricevuto dalle mani
del fondatore Prof. Pino Foltz e, con dolorosa
passione, la passano all’A.N.M.D.O (foto
n 16), rispettivamente con un “editoriale”
e una lettera ai “Lettori” che rappresentano
una tappa fondamentale nel consolidamento dei
nostri “ideali” e per la rivisitazione
storica dell’Associazione.
Il resto è storia dei nostri giorni ma
l’Associazione siamo Noi e non possiamo
rifuggire dal porci il quesito se saremo all’altezza
del compito ovvero se fra qualche decennio qualcuno
potrà riscrivere una storia onorevole
come quella che ho tentato di scrivere e, forse,
meritava miglior penna; comunque Chi volesse
approfondire qualche tema, grazie a questo articolo
conosce, un nuovo recapito facilmente reperibile.
“Historia magistra vitae” , perciò
cogliamo il buono e non ripetiamo gli errori
che certo ci sono stati ma nessuno li ha mai
voluti; facciamo, cioè, tesoro della
sapienza antica per guardare all’oggi
con occhio attento e sollecito; il XXX Convegno
in programma a Salerno manifesta questa volontà
di guardare avanti senza dimenticare il proprio
passato.
Dott. Artemio BRUSA
Presidente regionale ANMDO Piemonte-Valle
d’Aosta
Indirizzo dell’Autore:
Dott. Artemio BRUSA
Direzione Sanitaria Ospedale MARTINI-A.S.L.
N.2
Via Tofane n° 71, 10141 - Torino
Tel. : 011-70952206
Fax : 011-70952457
e-mail: abrusa
@ asl 102. to. it