Manuale di Accreditamento
Professionale della Direzione Medico Ospedaliera
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Formato:17cmx24cm
N° pagine : 90 |
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a cura di:
Ulderico Angeloni
Ugo Luigi Aparo
Alessandra Barattelli
Antonio Carbone
Amedeo Vittorio Cicogna
Gianfranco Finzi
Santina Medaglini
Gabriella Nasi
Giovanni Sacripanti
Egidio Sesti
Paolo Sodano
Sandro Tomaro |
| Rimborso
spese di spedizione contrassegno 15 € |
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COS’È L’ACCREDITAMENTO
Siamo consapevoli che questo manuale sia inevitabilmente
destinato ad una continua revisione, ma coltiviamo
la speranza che possa effettivamente rappresentare
un utile ausilio operativo ed uno stimolo per
accompagnare esperienze e percorsi di qualità
all’interno dei nostri ospedali.
“La professione medica può arricchirsi
non solo aggiornandosi e specializzandosi, ma
anche e soprattutto acculturandosi, riappropriandosi
cioè della cultura sua propria, antropologica
oltrechè tecnologica, una cultura ippocratica
per la quale la tèchne, l’arte
della cura, è il mezzo, ma l’ànthropos,
l’uomo, è il fine ultimo, o il
primo.
Ricordiamo che nel trattato sull’arte
attribuito ad Ippocrate il rapporto tra arte
e natura – tra l’arte della cura
e la natura dell’uomo – era il nesso
fondamentale del mestiere del medico, un mestiere
che è anche e soprattutto un servizio
in quanto l’oggetto della tecnica, l’uomo,
è il soggetto, uno dei due soggetti,
del rapporto intersoggettivo tra medico e paziente”
COS’È L’ACCREDITAMENTO
È un processo attraverso il quale le
strutture autorizzate, pubbliche o private,
ed i professionisti che ne facciano richiesta,
acquisiscono lo status di soggetto idoneo ad
erogare prestazioni sanitarie nell’ambito
e per conto del Servizio Sanitario Nazionale.
L’accreditamento costituisce solo un segmento,
fondamentale e imprescindibile, all’interno
del percorso che conduce all’instaurazione
di un rapporto tra il soggetto che offre una
prestazione sanitaria ed il SSN che l’acquista
per conto del paziente.
Si tratta, dunque, di un processo che cambia
lo stato del richiedente da soggetto autorizzato
ad esercitare attività sanitarie a quello
di idoneo a prestare tali attività nell’ambito
e per conto del SSN e pertanto potenziale erogatore.
Soltanto in seguito il soggetto viene infine
abilitato, attraverso la stipula di precisi
accordi contrattuali, a fornire prestazioni
sanitarie a carico del SSN.
L’accreditamento è una procedura
con cui si verifica che i richiedenti corrispondono
ad una serie di requisiti "ulteriori"
(ulteriori rispetto a quelli autorizzativi)
stabiliti dalle regioni, finalizzati a meglio
garantire la qualità delle prestazioni
per i cittadini che impiegano sistemi di valutazione
del prodotto salute, attraverso indicatori di
esito clinico (di processo e di risultato).
Essere accreditati non significa avere automaticamente
diritto a essere fornitori del SSN o ad essere
da questo pagati, se non all’interno di
un preciso contratto di fornitura, per le prestazioni
concordate e gli ammontari economici decisi.
Tutto il processo è strettamente inserito
nel contesto della programmazione sanitaria,
nazionale e regionale, che identifica le tipologie
di assistenza garantite, le modalità
di erogazione, i costi economici.
La qualità non viene più vista
come uno degli elementi di valutazione dei sistemi
di accreditamento, ma rappresenta l’impalcatura
costitutiva del sistema stesso.
I sistemi di accreditamento più evoluti
(USA e Canada) sono tutti centrati su quelli
che possiamo definire i capisaldi della Qualità
Totale:
-
focalizzazione sul cliente/cittadino;
-
orientamento ai processi
(organizzativi e/o assistenziali);
-
sviluppo del Total Quality
Management;
-
attivazione dei processi
di Continous Quality Improvement.
Il concetto di accreditamento, inteso come
strumento di regolamentazione dell’accesso
al mercato dei soggetti erogatori, è
stato introdotto con il D.L.vo 502/92-517/93,
art. 8 comma 7, il DPR dell’1.3.1994 (Piano
Sanitario Nazionale 1994/96, Legge 23.12.1994
n. 724 e DPR del 14.1.97 “Approvazione
dell’atto di indirizzo e coordinamento
alle Regioni ed alle Province Autonome di Trento
e Bolzano, in materia di requisiti strutturali,
tecnologici ed organizzativi minimi per l’esercizio
delle attività sanitarie da parte delle
strutture pubbliche e private”.
La recente Legge n. 419 del 1998, “delega
al Governo per la razionalizzazione del SSN
e per l’adozione di un testo unico in
materia di organizzazione e funzionamento del
SSN; modifiche al D.L.vo 30 dicembre 1992, n.
502” all’art. 2 punti ee), gg),
hh) ribadisce la necessità di assicurare
l’attività di valutazione e promozione
della qualità dell’assistenza,
di definire un modello di accreditamento rispondente
agli indirizzi del PSN e standard minimi ai
fini dell’accreditamento delle strutture
sanitarie: “Le finalità dell’accreditamento
conferiscono ai requisiti di qualità
un carattere dinamico in quanto devono essere
costantemente aggiornati in relazione alla evoluzione
delle tecnologie e delle pratiche sanitarie”.
Successivamente il Piano Sanitario Nazionale
1998-2000 ha inserito l’accreditamento
tra le strategie pe il cambiamento e ha indicato
le finalità e le caratteristiche essenziali
dell’istituto.
Con il D.L.vo 229 del 1999, cosiddetta “terza
riforma sanitaria”, “Norme per la
razionalizzazione del servizio sanitario nazionale”
è stato possibile per le Regioni identificare
i criteri per la realizzazione dell’Accreditamento
Regionale.
Nella nostra realtà nazionale, si evidenziano
pertanto due tipi di accreditamento:
Ø accreditamento volontario o professionale
o all’eccellenza, per definire una attività
svolta da una entità (agenzia o società
scientifica) esterna indipendente per valutare
l’impegno delle organizzazioni sanitarie
in esame, verso la qualità, su base volontaria;
Ø come sinonimo di autorizzazione:
Accreditamento istituzionale. Tutte le realtà
sanitarie pubbliche o private devono essere
autorizzate-accreditate per ricevere il denaro
pubblico e l’accesso al SSN.
DIFFERENZE TRA ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE
E VOLONTARIO
Istituzionale Volontario
Obiettivo Accesso al mercato Promozione qualità
Opzione Obbligatoria Volontaria
Ricaduta Economica Prestigio
Livello di qualità Minimo Eccellente
Gestione Istituzionale Professionisti
Modalità Ispezione Consulenza
Contenuti Istituzionali Professionali
Riferimenti Normativa Stato dell’arte,
EBM
Le Regioni sono ancora impegnate a portare
avanti i processi di accreditamento istituzionale,
pur tra evidenti incertezze e oggettive difficoltà.
Ma in diverse realtà si vanno sviluppando
anche percorsi di accreditamento con altre procedure.
Tale impostazione, accelerata dai processi di
aziendalizzazione comporta anche un avvicinamento
delle procedure di accreditamento ad altri sistemi
nati fuori dal contesto sanitario e, in particolare,
ai sistemi di certificazione secondo le norme
ISO e le certificazione internazionale. Il confronto
tra le norme ISO e criteri di accreditamento
mostra, al di la delle differenziazioni linguistiche,
profondi livelli di interrelazione, se non di
totale sovrapposizione.
COME NASCE
La logica dell’accreditamento, nasce in
USA e fin dalle sue origini (seconda metà
del ‘900) l’accreditamento è
stato legato al concetto di finanziamento. L’accreditamento
consente infatti la verifica di quei requisiti
che confermino l’impegno da parte degli
erogatori verso la qualità organizzativa
e il miglioramento continuo delle prestazioni
e dei servizi. Le assicurazioni americane riconoscono,
infatti, il rimborso delle
spese sanitarie solo a quei cittadini che si
rivolgono alle strutture in possesso di requisiti
prestabiliti, ovvero alle strutture sanitarie
appositamente accreditate.
Negli USA, dove il sistema è nato, come
anche in Canada, Australia e negli altri paesi
dove si è poi diffuso, seppur assumendo
tipicità nazionali, si è comunque
mantenuta una caratteristica comune: la volontarietà
del sistema di accreditamento.
Nel nostro paese, invece, l’Accreditamento
è previsto come attività obbligatoria
(si dice infatti “Accreditamento Istituzionale”)
per le strutture che vogliano erogare prestazioni
in nome, per conto e a carico del Servizio Sanitario
Nazionale.
Introdotto nel citato D.L.vo 502/92, è
con il DPR 14/01/97 che vengono individuati
i Requisiti Minimi Nazionali necessari per erogare
le prestazioni sanitarie.
PERCHÉ ACCREDITARSI
L’accreditamento e l’adozione obbligatoria
di sistemi di assicurazione di al SSN dei soggetti
erogatori di prestazioni. Per tale motivo nel
nostro paese si rende necessario applicare modelli
di autoregolamentazione nei quali agenzie di
accreditamento non governative forniscono certificazioni
richieste spontaneamente dalle strutture sanitarie.
Perché le organizzazioni accreditate
rappresentano la miglior garanzia dell’effettiva
capacità dell’oggetto della certificazione
(sistema, prodotto o persona) di fornire i risultati
attesi e soddisfare i bisogni associati.
Certificazioni prive delle garanzie offerte
dall’accreditamento possono avere scarsa
o nulla validità – dal momento
che non vi è evidenza oggettiva della
competenza e serietà professionale dell’organismo
che le ha rilasciate – e possono comportare
gravi rischi e danni per il sistema istituzionale,
sociale ed economico a cui sono destinate e,
in particolare:
-
Per la committenza pubblica,
in quanto possono risultare compromessi gli
atti amministrativi aventi come discriminante
il possesso, da parte degli interessati, di
valida certificazione (aggiudicazione di gare
d’appalto, erogazione di finanziamenti
pubblici, ecc..), con conseguente vanificazione
della legislazione a tali atti afferente;
-
Per la committenza privata
(di beni e servizi, sia strumentali, sia di
consumo), in quanto vi è il rischio
che i prodotti e servizi acquisiti, ancorché
coperti da certificazione, non siano conformi
ai requisiti applicabili;
-
Per le organizzazioni
certificate che, nonostante i considerevoli
impegni e cospicui esborsi economici, rischiano
di non veder accettate le certificazioni ottenute
e non traggono alcun beneficio dalle stesse
in termini di miglioramento;
-
Per gli operatori della
valutazione di conformità, validamente
accreditati, che devono subire una concorrenza
sleale da parte di chi, quanto meno, non sostiene
gli oneri tecnici ed economici correlati ad
un valido accreditamento;
-
Per l’intero sistema
italiano per la qualità, a seguito
del rischio di perdita di credibilità
del sistema stesso.
Gli utilizzatori delle attestazioni di conformità
(conformità a Norme Tecniche, es. ISO 9000,
ISO 14000, Norme di prodotto, ecc..), nei loro
diversi ruoli di committenti o acquirenti di beni/servizi
strumentali, nonché di utenti e consumatori,
devono richiedere sempre che dette attestazioni
siano accreditate da un competente ente di accreditamento
o altro ente firmatario degli accordi internazionali
di mutuo riconoscimento EA e IAF, pretendendo
evidenza oggettiva di tale condizione.
IL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO DELLA
DIREZIONE MEDICA DI OSPEDALE (DMDO)
A tutt’oggi, in Italia, nel campo della
Direzione Medica di Ospedale, per l’accreditamento
professionale non è stato redatto alcun
manuale né da parte di Società,
Associazioni scientifiche o culturali, né
da parte di Università, Istituti o Fondazioni.
Non esiste tra l’altro ancora una Agenzia
Nazionale indipendente che si occupi di tale
problematica. La DMdO va arricchendosi di compiti
gestionali derivanti dai nuovi modelli organizzativi
in un contesto sottoposto sempre più
insistentemente a sollecitazioni provenienti
dal processo tecnico-scientifico da un lato,
da vincoli economico-finanziari e dalle aspettative
dell’utente-cliente dall’altro.
In tempi brevi verrà richiesta quanto
meno l’ottemperanza ai requisiti minimi
generali organizzativi, perché questi
sono attuabili non tanto attraverso investimenti
essendo, in genere, realizzabili senza l’impiego
di risorse aggiuntive, quanto mediante la realizzazione
di una chiara e forte intesa tra la direzione
aziendale ed il personale e costituiscono una
garanzia per molti elementi della qualità
dell’assistenza che si intende realizzare.
Tra le parole d’ordine che periodicamente
attraversano, suscitando sconcerto e apprensione,
la scena della sanità italiana, “Clinical
Governance” è quella che ha assunto
negli ultimi tempi la massima notorietà.
La Clinical Governance, promossa dal documento
inglese “A first class service: Quality
in the New National Health Service”, viene
definita come: “il contesto in cui i servizi
sanitari si rendono responsabili del miglioramento
continuo della qualità dell’assistenza
e mantengono elevati livelli di prestazioni
creando un ambiente che favorisca l’espressione
dell’eccellenza clinica”.
La quasi totalità dei piani aziendali
della Regione Lazio e di gran parte delle altre
Regioni Italiane s’ispirano al modello
della Clinical Governance per perseguire il
miglioramento continuo dei servizi erogati.
La Clinical Governance è stata tradotta
in italiano “Governo Clinico”.
Questa traduzione ha certamente generato una
notevole confusione, incentrando l’attenzione
sulla clinica e sui clinici (da qui la neo istituenda
figura del Coordinatore Clinico Aziendale) e
dando per scontato che sia chiaro che cosa s’intenda
per governo.
In realtà Clinical va intesa come sanitaria
e Governance come strategia, direzione.
Una possibile traduzione di Clinical Governance
è coerente monitoraggio dei fenomeni
sanitari e loro indirizzo, anche se, provocatoriamente,
si potrebbe tradurla proprio in “Direzione
Sanitaria”.
Comunque il termine Clinical Governance non
è stato utilizzato per la prima volta
nel documento inglese del 1998. E’ stato
proposto, invece, dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) nell’ormai
lontano 1983 per rappresentare in modo sintetico
gli aspetti multidimensionali della qualità.
Fra le numerose dimensioni della qualità
se ne possono individuare nell’ambito
delle organizzazioni sanitarie quattro di tipo
fondamentale che la Clinical Governance ha il
compito di unire come rappresentato nella figura
1 :
· la competenza professionale (qualità
tecnica);
· la capacità di soddisfare le
aspettative ed i valori delle persone assistite,
dei loro familiari e dei dipendenti (qualità
percepita);
· l’uso razionale delle risorse
disponibili (efficienza tecnica e allocativa);
· la gestione del rischio, intesa come
minimizzazione dei rischi per i pazienti, per
i professionisti, per gli erogatori dei servizi
(riduzione degli errori medici, tutela degli
operatori nei confronti di malattie e di infortuni
sul lavoro).
La figura mostra la collocazione delle aree
di attività del responsabile della Clinical
Governance.
La formazione e la comunicazione sono gli strumenti
che permeando tutte le aree d’interesse
della Clinical Governance rendono efficienti
i messaggi e l’attuazione dei programmi
e dei progetti per la struttura e per gli utenti
dei servizi.
Alle attività tradizionali quindi, della
DMdO si aggiungono nuovi compiti che inducono
a sperimentare assetti organizzativi improntati
alla diversificazione delle funzioni direzionali.
In tale direzione va l’ impegno di notevole
rilievo che la nostra associazione si è
prefissa in questi ultimi anni relativamente
alla promozione di interventi e di azioni diretti
all’accreditamento professionale delle
Direzioni Mediche Ospedaliere. L’Accreditamento
professionale, facoltativo in Italia, diventa
utile occasione per avviare un processo di autovalutazione
del sistema, per promuovere azioni di miglioramento
della qualità dell’assistenza e
per confrontarsi con i paesi in cui sono state
realizzate concrete attività di standardizzazione
delle strutture sanitarie.
Il punto di partenza è la definizione
di una serie di criteri di buona qualità
dei servizi sanitari, individuati da esperti
delle varie professioni nelle specifiche competenze.
Tali criteri devono essere ricavati dalla letteratura
validata, dallo “stato dell’arte”,
dalla normativa di interesse specifico e dall’esperienza
professionale. I criteri sono definizioni indicanti
la qualità attesa dell’assistenza,
dotati di alcuni attributi quali misurabilità,
riproducibilità, accettabilità,
specificità, fondatezza scientifica.
Tali criteri sono la base del Manuale di Accreditamento,
che va periodicamente aggiornato.
Il vero obiettivo del manuale di accreditamento
è quello di fornire ai professionisti
sanitari delle Direzioni Mediche di Ospedale
uno strumento di Clinical Governance, vale a
dire il modo di affrontare globalmente problemi
con strategie complessive, al fine di garantire:
· Il continuo miglioramento delle attività
clinico-assistenziali, organizzative e gestionali;
· La pratica dell’audit clinico,
periodico e formalizzato, per la verifica delle
attività svolte, dei risultati ottenuti
e delle eventuali misure da adottare per l’adeguamento
del gruppo, o dei singoli componenti, alle migliori
prassi professionali e comportamentali;
· L’identificazione delle possibili
cause di rischi clinici e di eventi avversi,
per evitare il verificarsi e le relative conseguenze,
e per renderli evidenti e rimediabili ove i
verificassero;
· La formazione continua attiva, multidisciplinare
e interprofessionale;
· L’adozione di linee guida e di
percorsi assistenziali integrati, concordati
e appropriati rispetto alle singole circostanze,
che favoriscano la comunicazione e la reciproca
collaborazione tra le UU.OO., tra gli ospedali
e territorio;
· Il rispetto ed il sostegno alle persone
assistite ed ai familiari per consentire loro
di partecipare alle scelte clinico-assistenziali
da adottare nei singoli casi con la consapevolezza
dei problemi, delle possibili soluzioni e dei
risultati prevedibili.
La “Clinical Governance” è
il cuore delle organizzazioni sanitarie, che
consiste nell’uso di strumenti idonei
a evitare i rischi, individuare tempestivamente
gli eventi indesiderati, trarre insegnamento
dagli errori, disseminare la buona pratica clinica
e migliorarla continuamente. E’ quindi
un buon sistema di qualità professionale.
Eccellenza non è sinonimo d'eccezionalità
ma di sistema sanitario orientato alla qualità
clinica praticata e "guidata" dai
sanitari.
Il manuale per l’accreditamento professionale
per la DMdO rappresenta un metodo ed uno strumento
della Clinical Governance in quanto:
· descrive un processo di miglioramento
della qualità; privilegiando uno stile
decisionale fondato sulla scelta esclusiva di
ciò che risulta, in ciascuna specifica
situazione in cui si verifichi il contatto diretto
tra operatori e pazienti, appropriato ed essenziale
per il raggiungimento dei risultati attesi (desiderati
dal paziente e realmente conseguibili), essendo
appropriatezza ed essenzialità ulteriori
irrinunciabili fattori di ottimizzazione del
bilancio tra benefici prodotti per il paziente
dagli interventi assistenziali praticati e rischi
da questo corsi a seguito dei medesimi interventi.
· espone pratiche gestionali ed organizzative
di provata efficacia, basate sull'evidenza,
assicurandone la sistematica diffusione all'interno
dell'organizzazione con l'ausilio di linee guida
· individua programmi di gestione e riduzione
del rischio, permette di riconoscere con tempestività
i problemi derivanti da scarse performance cliniche
per prevenire eventuali pericoli per i pazienti
· deriva dalla capacità di apprendere
dall'esperienza
· consente programmi di aggiornamento
e sviluppo professionale coerenti con i principi
della Clinical Governance che abbiano come finalità
principale di ammettere nel contesto organizzativo
e operativo sanitario solamente:
o la presenza di operatori formati in modo adeguato,
ovvero dotati degli strumenti comportamentali,
cognitivi e tecnici necessari per assumere compiutamente
il ruolo previsto e, soprattutto, per affrontare
con successo la verifica di aderenza ai criteri
di accreditamento professionale;
o l’utilizzo dell’informazione come
base per lo sviluppo del processo organizzativo
e operativo.
I professionisti sanitari non possono risultare
accreditabili, se non praticano con sistematicità
e abilità il metodo di informare:
o i pazienti (per ottenerne la fiducia, per
aumentarne la soddisfazione e la condivisione
della responsabilità, per incrementare
le possibilità di una adeguata compliance
al regime terapeutico e riabilitativo, per adottare
comportamenti favorevoli al recupero o al mantenimento
della salute)
o gli altri operatori (per renderne omogeneo
il livello delle conoscenze, per favorirne la
condivisione di obiettivi e di metodi di intervento
assistenziale, per ottenerne la collaborazione
in funzione della effettiva, efficace e competente
realizzazione degli atti richiesti)
o i gestori (per fornire elementi utili per
le funzioni di auditing professionale e di valutazione
dell'aderenza agli obiettivi operativi, come
ai criteri di accreditamento, per incidere realmente
sul processo decisionale relativo all'organizzazione
complessiva dei servizi sanitari e alla loro
programmazione).
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