Associazione di medici di direzione sanitaria delle aziende USL e ospedaliere, dei presidi ospedalieri pubblici e privati, di igienisti e specializzandi dell'area igienista che si occupa di formazione, di attività scientifiche, professionali e sindacali relative alle direzioni sanitarie degli ospedali
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  • Il contratto della dirigenza medica del S.S.N. 1998/2001
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24/08/2007
 

INTERVISTA AL SOTTOSEGRETARIO DI STATO, MINISTERO DELLA SALUTE Prof. Sen. ANTONIO GAGLIONE


 

 

  1. Quali sono le 3 scelte che potrebbero cambiare la Sanità dal prossimo quinquennio a parità di risorse?

    Uno: è necessario valorizzare e attuare pienamente la riforma Bindi del 1999. Questo testo rappresenta il percorso più importante da seguire: ovviamente sono necessari interventi di ammodernamento coerenti con l’evoluzione del contesto socio-sanitario. Due: bisogna incidere sui percorsi socio-assistenziali oltre a quelli terapeutici e diagnostici: la sanità deve osservare un percorso di avvicinamento delle strutture al cittadino, specie se anziano, pluricronico, disagiato. Tre: riflettere e attuare un disegno di governance clinica capace di sviluppare un sistema di indirizzo e governo delle attività tecnico sanitarie finalizzato all’efficacia, appropriatezza e sicurezza delle prestazioni.
  2. Quale è la percentuale di P.I.L. che lei ritiene ottimale per la Sanità del 2007-2008-2009?

    Stabilire un livello “ideale” di spesa sanitaria in rapporto al PIL è compito difficile perché si è osservato, negli ultimi anni, in Italia e in Europa, una crescita della spesa sanitaria molto più rapida e consistente rispetto alla ricchezza prodotta. E’ quanto mai complicato stabilire un ideale rapporto fra due indicatori che crescono in modo ineguale. Tra il 2001 e il 2004, in Italia la spesa sanitaria è cresciuta con un tasso del 2%, ovvero cinque volte in più rispetto al Pil. Nel 2004 la spesa sanitaria totale rispetto al Pil è stata dell’8,4% nel nostro paese ed io mi auguro, attraverso interventi di razionalizzazione della spesa già in atto, che questa percentuale, quantomeno, non continui a crescere in modo esponenziale. La sfida della razionalizzazione, in ogni caso, deve mantenere alto il livello dell’offerta sanitaria nel Paese: non sono immaginabili, pertanto, enormi riduzioni della spesa sanitaria. D’altra parte l’Italia, pur con un ottimo Sistema sanitario nazionale, rimane al di sotto di un punto rispetto alla media Ocse di spesa sanitaria nel Pil.
  3. Quali sono le priorità odierne per la Sanità del Governo? (oppure per il Governo di Centro Destra se al potere?)

    L’assoluta priorità è quella di riuscire a contemperare le inderogabili misure di contenimento della spesa e di appropriatezza delle prestazioni con un nuovo modello assistenziale, capace di attuare un percorso di avvicinamento del sistema all’ammalato. Se appareinnegabile che il sistema sanitario italiano è strutturato da una serie di ottimi ospedali pubblici, tuttavia la necessità di adeguare la risposta, in termini di salute ai bisogni dei cittadini, passa anche attraverso una strategia di “umanizzazione” delle prestazioni, ossia di avvicinamento al cittadino dei presidi pubblici in cui si erogano trattamenti sanitari.
  4. Quale pensa possa essere in futuro il ruolo del Direttore Sanitario Aziendale?

    Le figure dirigenziali delle aziende sanitarie saranno il vero punto di forza della governance clinica e riceveranno con maggiore efficacia e coerenza strumenti, informazioni e dati sulla qualità assistenziale e gli obiettivi da raggiungere: secondo un nuovo disegno di governo clinico, i direttori parteciperanno attivamente, con scelte autonome, a garantire nuovi “livelli essenziali di qualità, efficacia e sicurezza”.
  5. Quale è oggi la sua priorità per la salute degli Anziani?

    Il confronto con un rinnovato diritto alla salute passa anche attraverso un percorso di avvicinamento del sistema al cittadino, con particolare riferimento all’anziano, spesso portatore di più patologie croniche e bisognoso di assistenza continua. La Finanziaria 2007 ha istituito il fondo per la non autosufficienza. Questo provvedimento sarà utile ad affrontare temi chiave dell’assistenza ai cittadini, soprattutto anziani ma anche disabili. E’ necessario garantire livelli di sostegno economico per le famiglie impegnate ad assistere anziani multicronici e non autosufficienti; solo in questo modo si potrà assicurare il diritto sacrosanto a vivere e curarsi nel proprio domicilio, a contatto con gli affetti e il calore della famiglia. Non solo: il Ministero della salute ha previsto la sperimentazione del modello assistenziale “case della salute” (con lo stanziamento di dieci milioni di euro): un grande progetto che vede coinvolti tutti gli operatori sanitari (medici di famiglia, pediatri, specialisti, infermieri), per portare la medicina direttamente a casa degli assistiti, anche di domenica. La istituzione della Casa della salute ha come principale obiettivo quello di favorire, attraverso la vicinanza spaziale dei servizi e degli operatori, la unitarietà e l’integrazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociosanitarie, principi fondamentali, affermati esplicitamente dalla riforma Bindi, ma finora poco applicati nel corso della passata legislatura.
  6. Cosa pensa della possibilità che si ventila di ritorno del Consiglio di Amministrazione nelle Aziende Sanitarie?

    Affrontare il problema da un punto di vista settoriale non ritengo sia necessario: ripeto, il traguardo è quello di affidare alle direzioni nuovi e coerenti obiettivi di qualità secondo modelli di governo clinico nuovi e che guardano a consolidate esperienze, come quella inglese. Questa chiara identificazione della missione delle aziende sanitarie, determina l’attivazione di sistemi e livelli di responsabilizzazione all’interno del sistema sanitario volti a ricercare e migliorare la qualità dell’assistenza e non più a rispondere puramente a criteri economici e di efficienza.
  7. Dopo la scadenza del 31 luglio 2007 non ci saranno più proroghe per l'attivazione dell'intramoenia allargata per l'esercizio della libera professione. Crede che il SSN sia pronto ad affrontare tale cambiamento?

    La scadenza del 31 luglio per l'intramoenia allargata, ovvero l'esercizio della libera professione negli studi medici in mancanza di spazi ad hoc negli ospedali pubblici, va rispettata, non possiamo andare più avanti con le proroghe. Difficilmente ulteriori proroghe alla scadenza del 31 luglio, fissata dal Ministro Livia Turco e dagli assessori alla sanità regionali, passerebbero in Parlamento. Quello dell'intramoenia è un diritto che va riconosciuto sia ai professionisti sanitari che ai cittadini. Si tratta senza dubbio di una grande sfida che ci attende e che può rendere il sistema sanitario pubblico capace di coniugare qualità e libertà professionale.
  8. A decorrere dall’A.A. 2006/2007 entra in vigore il D.lgs.n. 68/1999, modificato dalla legge n. 266/2005 e quindi dovrà essere attuato il «contratto di formazione specialistica» previsto per tutti gli specializzandi in formazione. Cosa ne pensa a riguardo?

    Sono d’accordo, mi sembra un giusto traguardo da applicare totalmente.
  9. Lei è favorevole alla riforma degli Ordini? Per quale motivo? Quali saranno le ripercussioni a livello organizzativo?

    Nella delega per la riforma degli Ordini predisposta dal ministro della Giustizia Mastella, al ministero della Salute si riconosce la funzione di capofila nella stesura delle deleghe relative alle professioni mediche, odontoiatriche e sanitarie in genere. Gli Ordini professionali della sanità, quelli vecchi e da costituire, sono parte fondamentale del governo del sistema sanitario e parte fondamentale per quella garanzia di qualità nell'esercizio professionale che diventa sempre più l'indicatore per eccellenza di un buon sistema sanitario e della sua capacità di porre realmente al centro il cittadino e i suoi bisogni.
  10. E' d'accordo ad introdurre nella normativa farmaceutica l'obbligo per il medico di prescrivere il principio attivo o il farmaco generico a più basso costo, come richiesto dall'Antitrust?

    Si, sono assolutamente d’accordo. Il medico deve prescrivere la “medicina” ovvero il principio attivo più idoneo alla cura e non il “prodotto farmaceutico” in senso stretto.

 

 

 

 

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