Associazione di medici di direzione sanitaria delle aziende USL e ospedaliere, dei presidi ospedalieri pubblici e privati, di igienisti e specializzandi dell'area igienista che si occupa di formazione, di attività scientifiche, professionali e sindacali relative alle direzioni sanitarie degli ospedali
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24/08/2007
 

L'A.N.M.D.O. compie 60 anni


Dott. Gianfranco Finzi
e Dott. Artemio Brusa

 

LA NASCITA (1947)

 

E’ passato più di mezzo secolo dalla nascita di questa associazione, nata ufficialmentea Torino con atto notarile costitutivo del 21 marzo 1947, redatto dal Dott. Emilio Turbil conservato all’Archivio notarile di Torino al repertorio n.4986/1094.

L’atto notarile costitutivo e l’annesso statuto sociale, sancirono l’Associazione Nazionale dei Medici Direttori di Ospedali, aperta a Sovraintendenti e Direttori Sanitari, Vicedirettori sanitari, prevedendo come organi dell’Associazione l’Assemblea, un Consiglio Direttivo composto da 5 membri e il Presidente.

Al Primo Consiglio Direttivo parteciparono il Prof. Folz, il Prof Pulcher, il Prof Bifulco, il Prof Pozzati, e il Prof Fara.

I primi venti anni sono stati caratterizzati dalla presidenza del Prof. Folz, impegnato contemporaneamente nella direzione della rivista L’Ospedale.

Sotto la guida magistrale di Pino Folz, Presidente dal 1947 al 1967, l’ANMDO seppe far nascere e delineare il nuovo ruolo della Direzione Medica Ospedaliera, elevandone il prestigio culturale e valorizzandone le funzioni, affermate poi nella legislazione ospedaliera (Legge Mariotti) con l’istituzione dei medici con funzioni igienico-organizzative.

Nel 1963 l’Associazione formalizzò il suo stretto rapporto, facendone “portavoce”, con il periodico di igiene tecnica ed organizzazione ospedaliera denominato “L’Ospedale”, già fondato, peraltro, a Torino nel febbraio 1948 dallo stesso Folz come organo ufficiale della FIARO (Federazione Italiana Associazioni Regionali Ospedaliere). “L’Ospedale” diventava dunque ufficialmente il mensile dell’ANMDO e assumeva con piena autonomia la tutela degli interessi culturali e professionali della categoria dei Direttori Sanitari.

Basta una rapida lettura della “lettera ai lettori" scritta dal Prof. FOLTZ in apertura del primo numero del febbraio 1948 per avere chiara esplicitazione della funzione assegnata “ab inizio” alla Rivista rispetto alla categoria medico-direzionale ospedaliera.

 

 

 

LETTERA AI LETTORI

La Rivista, fermamente voluta dagli organi direttivi della Federazione Italiana Associazioni Regionali Ospedaliere, sorge in un momento particolarmente grave per i complessi ospedalieri, la cui vita è resa aspra e difficile, e talvolta precaria, dalle conseguenze funeste delle vicende degli scorsi anni.

 

 

La rivista oltre ad avere lo scopo di informare, diviene strumento di lavoro, per coloro che vivono a contatto con l’ambiente ospedaliero in campo medico, amministrativo, legale, edilizio sottolineando che la cura del malato è: ”la risultante dell’azione comune di un complesso di attività diverse che vi partecipano in via diretta od indiretta, ma sempre in uguale misura e con pari importanza”.

La Rivista, per chi ricerca l’archetipo originale del Direttore Sanitario, è una miniera inesauribile di sorprese e di aneddoti significativi; anzi, diviene quasi impossibile selezionare fra tanta dovizia di argomenti, se non si segue una linea pregiudiziale. Pertanto mi sono posto l’obiettivo di dimostrare che, in oltre mezzo secolo di storia, i Direttori Sanitari Ospedalieri, in particolare le personalità più rappresentative, hanno sempre dovuto affrontare situazioni difficili, a volte tragiche, riuscendo a superarle grazie ad una buona dose di italica inventiva sempre associata, però, a rigore scientifico, profonda cultura e rispetto delle Leggi. Le scorciatoie della “politica” ci sono sempre state, ieri come oggi, ma non per quella strada si costruiscono professionalità solide, durature ed utili alla Società. Basta sfogliare il fascicolo del primo anno, 1948, per verificare quanto affermato. Vediamo infatti un articolo sulla prima “Banca del Sangue e del Plasma” in Italia, esempio di tempestività nel presentare l’innovazione.

La rivista “L’OSPEDALE“ coerente con l’archetipo originale del direttore sanitario ospedaliero sopra espresso dal prof. Foltz, ha seguito l’evoluzione dei tempi con uno snodo di passaggio negli anni “70 quando si osserva un marcato ampliamento di interesse trattando oltre i temi igienico-organizzativi anche quelli igienico-gestionali fino alle proposte innovative nelle fasi di preparazione delle riforme succedutesi nel passato cinquantennio.

 

 

DICEMBRE 1967

 

Nel dicembre 1967 la Presidenza dell’ANMDO fu assunta dal Prof. Innocenzo Moretti, Sovrintendente Sanitario egli Ospedali Policlinici S. Orsola e Riuniti di Bologna. L’attività dell’ANMDO sotto la presidenza Moretti si caratterizzò in particolare verso l’iniziativa sindacale ANMDO-ANAAO per l’intesa con la FIARO, finalizzata alla definizione del primo contratto dei medici ospedalieri (1970).

Il Prof. Moretti lasciò la presidenza nel 1975.

 

Un’analisi specifica, da rinviare ad altra sede, può dimostrare che i quasi due lustri che separano la riforma “Mariotti” (L.132/1968) dalla riforma istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (L. 833/1978) sono stati determinanti per tale evoluzone sulla spinta, probabilmente, della delega finanziaria dallo Stato alle Regioni iniziata nel 1972 che ha concretamente iniziato la regionalizzazione, oggi ormai reale e deflagrante di iniziative difficili da ricondurre a schemi comuni.

 

 

 

NOVEMBRE 1975

 

Dal 22 novembre 1975 al 15 marzo 1986 il Prof. Walter Neri, Sovrintendente Sanitario dell’Ospedale Maggiore San Giovanni Battista e della Città di Torino che con il Prof. Silvio Moro, segretario nazionale, diresse, contemporaneamente, la rivista “L’Ospedale”.

 

 

 

 

MARZO 1986

 

Dal 16marzo 1986 al 17 dicembre 1987 fu la volta del Prof. Antonio Scanagatta, Sovrintendente Sanitario degli Istituti Ospedalieri di Verona; il pur breve periodo va ricordato per la vivacità culturale dell’Associazione unita alla efficace organizzazione e squisita ospitalità veronesi; furono anni difficili che manifestarono l’inconciliabilità della visione ospedaliera della “Mariotti” con l’esigenza di territorializzazione voluto dalla “833/78” e con il progressivo decentramento regionale.

 

 

DICEMBRE 1987

 

Dal 18 dicembre 1987 al 6 febbraio 1993 toccò al dott. Gianni Spinelli, Direttore Sanitaro dell’Ospedale CTO di Bari; la rivalutazione del ruolo dei Colleghi meridionali non poteva avere un alfiere più rappresentativo; quel periodo registrò una brillante attività congressuale specie nel sud-Italia e, contemporaneamente, le prime pesanti pressioni innovative dettate dall’avvio del processo di aziendalizzazione (Legge 502/92 ovvero L. 517/92.

 

 

FEBBRAIO 1993

 

Dal 7 febbraio 1993 al 8 luglio 1995 il Dott. Renzo Testolin, Direttore Sanitario dell’Ospedale Civile di Padova; un breve ma intenso periodo caratterizzato dalla deregulation legislativa regionale con l’evoluzione aziendalistica che ha letteralmente sconvolto i quadri associativi; un sincero riconoscimento va tributato a Testolin per aver retto una situazione che poteva degenerare e, finanche, provocare lo scioglimento dell’Associazione.

 

 

LUGLIO 1995

 

Dal 9 luglio 1995 al 24 ottobre 2003 il Prof. Lorenzo Renzulli, Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera, Seconda Università, di Napoli; un lungo mandato figlio delle difficoltà ambientali iniziate sotto la Presidenza precedente; con impegno costante e professionalità esemplare Renzulli ha capovolto la situazione iniziale ed ha chiuso il proprio mandato con un bilancio sostanzialmente positivo, comunque, migliorativo della situazione ereditata.

 

 

OTTOBRE 2003

 

Dal 25 ottobre 2003 il Prof. Gianfranco Finzi,Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera S. Orsola Malpighi di Bologna;siamo giunti alla fase più recente, in particolare il periodo della presidenza FINZI, vede uno sviluppoche trae spunti di indirizzo e stimoli fattivi dai congressi nazionali succedutisi nel settembre 2004, 2005 e 2006 a Tirrenia, Treviso e Lecce.

Lo sviluppo dei filoni scientifici nei vari indirizzi che si possono sinteticamente riassumere in quello igienistico, organizzativo-gestionale e della ricerca della qualità, ha portato un’intensificazione senza precedenti degli appuntamenti congressuali a livello periferico regionale o interregionale che, in alcuni casi, hanno già manifestato carattere di ripetitività e quindi si stanno consolidando come permanenti nel tempo.

Le tematiche sviluppate sviluppate si possono cosi’ sintetizzare:

 

  • La collocazione e il ruolo della Direzione Sanitaria nei diversi assetti
    istituzionali;
  • La formazione dei medici delle Direzioni Sanitarie;
  • Il riconoscimento dell’autonomia funzionale dell’Ospedale;
  • L’igiene ospedaliera;
  • Il management ospedaliero.

 

Parimenti sono state sviluppate iniziative culturali con associazioni vicine per interessi ed attività quali la SIDI, la SIQUAS o la neonata SIAIS che trae la sua origine da iniziative della presidenza e direttivo dell’ANMDO.

Sul piano più propriamente sindacale, l’apparentamento con FESMED rappresenta, al momento, più una necessità che una convenienza ma, indubbiamente, ha consentito di portare la voce dell’associazione in sedi, che sarebbero altrimenti state precluse ad un’organizzazione che solo recentemente ha superato mille iscritti a livello nazionale e che non avrà forse mai la possibilità di superare gli sbarramenti proporzionali necessari per accedere individualmente alle trattative

Sul piano della vita associativa almeno tre elementi hanno caratterizzato questi anni recenti e precisamente:

  • la nascita di “ANMDO news”,
  • l’avvio di molteplici progetti di accreditamento volontario in associazione con CERMET e,
  • il nuovo STATUTO che ha visto il proprio battesimo nella più recente assemblea nazionale di Lecce.

Appare di tutta evidenza da questa breve disamina storica che l’ANMDO è una Associazione con radicate tradizioni che ha partecipato profondamente al dibattito istituzionale e che ha contribuito in modo sostanziale a concretizzare il “passato” dell’Ospedale, ma che contestualmente rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la costruzione della Sanità del “futuro”.

 

Questo excursus, arriva ai giorni nostri allorquando è facilmente constatabile l’attivismo dell’associazione per gli appuntamenti i quali vengono continuamente riproposti con largo anticipo per favorire l’accesso ai Colleghi e altrettanti sono in fase di preparazione anche con altre associazioni; esso ha il solo scopo di ricordare a Tutti che l’ANMDO è la prima e quindi la più antica associazione medica della Repubblica Italiana; l’associazione ha svolto sempre dignitosamente il proprio ruolo di rappresentante di una categoria medica incardinata nella struttura sanitaria pubblica e intende continuare sulla strada tracciata dai fondatori con costanza, convinzione e un po’ di meritato orgoglio.

 

 

 

 

 

 

 

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