Documenti e Archivi Sanitari Digitali- 2°edizione

Da gran tempo la documentazione ha avuto un ruolo di spicco per l’attività sanitaria, esercitata dal singolo professionista o da équipes multiprofessionali.Dalle elementari tracce di lontane epoche alle proteiformi espressioni moderne, le registrazioni sono state e si mantengono testimoni degli eventi significativi dei contatti e dei percorsi di cura delle persone malate.
Pur con diverso grado di affidabilità, i documenti costituiscono un prezioso supporto di conoscenze per le decisioni e l’agire dei sanitari e, al contempo, strumenti utili per il perseguimento di interessi ulteriori a quelli strettamente clinici: analisi di efficienza, economicità, appropriatezza, efficacia delle cure; studi sugli sviluppi della medicina nelle sue varie declinazioni…
Per mantenersi adeguata alle mutevoli occorrenze della realtà rappresentata, la documentazione sanitaria ha dovuto evolvere in parallelo, al servizio di una comunità di fruitori sempre più affollata ed esigente, assumendo forme differenziate e contenuti via via più dettagliati e accurati.

La documentazione sanitaria contemporanea è un variegato insieme di:
– testi, redatti da una pluralità di operatori di diversa formazione;
– suoni e immagini, statiche e dinamiche;
– registrazioni di parametri biologici, derivanti da dispositivi medici e da strumenti tecnologici multifunzionali, diffusamente nella disponibilità delle persone che poi si rivolgono ai servizi sanitari per la tutela della loro salute.

In uno scenario così ampio, composito e in continua trasformazione, il fattore forse più dirompente è rappresentato dalla “dematerializzazione”. Il viraggio al digitale è stato inteso da molti attori dell’universo sanitario come un mero cambio di strumento: da carta e penna al computer; da pellicola radiografica a immagini acquisite e custodite mediante sofisticati software e potenti apparati hardware.Logica conseguenza, fortemente ambita, il venir meno di ingombranti e onerosi depositi di archiviazione, soppiantati da funzionali data center – vicini o lontani o in cloud- con straordinaria facilità di accesso alle informazioni, teoricamente senza vincoli di tempo e di luogo.

La realtà, peraltro, è ben diversa.Migrare dall’analogico al digitale è una traversata perigliosa, da pianificare con grande cura, dotandosi, assai prima che di tecnologia, di menti illuminate, provviste di pazienza, determinazione, competenze non comuni, per definire una nuova struttura, robusta e flessibile, strettamente raccordata con le attività sanitarie.
Questo raccordo tra l’agire e il documentare implica un ripensamento sistematico del modus operandi, prendendo in esame quali registrazioni siano essenziali, come debbano essere generate, custodite, conservate nel tempo all’insegna della integrità, della affidabilità, della complessiva sicurezza.Nonostante il rilievo crescente che questi temi hanno assunto negli anni più recenti, ancora pochi strumenti sono stati approntati per fornire ai professionisti sanitari solide conoscenze, in vista di una gestione corretta e sicura di dati e documenti che tanta parte hanno nella loro quotidiana operatività. Se molteplici sono le informazioni più o meno agevolmente rinvenibili in materia, non altrettanto può dirsi per una trattazione organica, aggiornata, autorevole e calata nel concreto contesto sanitario.

Affrontare oggi questi argomenti, anche alla luce della articolata disciplina normativa che li interessa, richiede il contributo di più saperi: informatici, giuridici, archivistici e di organizzazione sanitaria, nella sua più lata accezione.

Il corso di perfezionamento DASDI, dell’Università di Macerata, giunto alla sua seconda edizione, è stato concepito proprio per permettere a operatori a vario titolo impegnati nel mondo sanitario, direttamente o indirettamente, di acquisire le conoscenze indispensabili per curare al meglio l’intero ciclo della gestione documentale digitale, assumere compiti di responsabilità in materia e supportare i professionisti negli adempimenti loro richiesti al riguardo.

Gli argomenti su cui si sono svolte le tesi della prima edizione possono fornire indicazioni sulla vastità della materia da affrontare e sulla profondità con cui la stessa merita di essere trattata.

Eccone alcuni esempi:

– Le immagini di diagnostica e la loro conservazione digitale
– Il percorso di prescrizione di farmaci e prestazioni dematerializzato
– Interazione tra fascicolo di ricovero, fascicolo sanitario elettronico e sistemi informativi
– Cartella di ricovero digitale
– Progettazione di un archivio sanitario digitale
– Conservazione digitale in outsourcing
– Lo scarto di archivio nella prospettiva digitale
– I riflessi della privacy su documenti e data base sanitari

Programma Corso

 

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